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LUCCHESE - PONTEDERA 1-2

Nella partita che doveva essere quella della svolta, la peggior Lucchese della stagione cede al Pontedera e ora la situazione comincia a preoccupare anche i più ottimisti, sottoscritto compreso. E non tanto per la classifica (che comunque non lascia più dormire sonni tranquilli…) quanto per la situazione mentale di una squadra apparsa in confusione.

Sarebbe bastata una vittoria, naturalmente alla portata, per scacciare via fantasmi e riprendere posizioni in classifica, ma la giornata si trasforma in un vero incubo con sconfitta e contestazione alla società (qualcuno non vedeva l’ora….).

Personalmente potrò anche essere troppo ottimista, ma ricordo benissimo (e se non lo ricordassi, ci sono sempre le pagine social a testimoniarlo) l’entusiasmo della tifoseria quando i rossoneri inanellarono una serie di risultati positivi e si portarono di prepotenza dentro la griglia play off; si parlava di grande squadra, di squadra spettacolo e solo il sacrificio di Eklu, rimpiazzato da un buonissimo giocatore come Collodel (anche se con caratteristiche diverse) non può essere il motivo di un inizio di girone di ritorno assolutamente insufficiente.

Quali, allora, i motivi?

Sicuramente ce ne sono diversi ad iniziare dagli infortuni; la Lucchese di stasera ha giocato senza i due attaccanti titolari (Semprini e Fedato, infortunati e fuori per diverse settimane) senza la punta centrale di riferimento (Nanni, squalificato) e alla truppa si è aggiunto anche Nannini, mentre Papini è ancora fermo.

Motivi tattici?

Sicuramente la Lucchese non brilla dalla tre quarti in su; gioca un bel calcio (tranne stasera) ma inconcludente e non può essere soltanto la mancanza di un attaccante “da quindici gol a stagione” il problema; il gioco si sviluppa in maniera ostinata sugli esterni e non c’è mai nessuno che tenta il tiro da fuori, magari provando percussioni centrali con il classico uno-due al limite dell’area.

Alcune amnesie difensive (anche stasera) hanno vanificato, diverse volte, gli enormi sforzi che fa la squadra ad andare in rete, nonostante in rosa ci siano giovani centrali di buon livello.

Per quanto riguarda Pagliuca, conosciamo pregi e difetti del mister; sicuramente prepara bene le partite, i rossoneri giocano un buon calcio e in campo danno veramente tutto. Altrettanto sicuramente i ragazzi hanno giocato troppe gare senza il loro allenatore in panchina e altrettanto sicuramente qualche giovanotto soffre modi e metodi del condottiero di Cecina. Nelle ultime settimane qualche lamentela c’è stata, riguardo al comportamento del mister, sia nel gruppo squadra, sia nei collaboratori; gli ultimi risultati negativi hanno, come spesso succede, nascosto i pregi ed esaltato i difetti del mister creando una certa insofferenza. Anche lui, come alcune scelte societarie (mercato di gennaio) sono finiti nel mirino, ma questo è il calcio.

La Lucchese vista con il Pontedera, è una squadra apparsa in confusione, con troppa pressione che fa sbagliare anche le cose più semplici. Due colpi di testa, entrambi di Collodel, e un tiro di Visconti all’87’ sono lo score di una squadra che doveva vincere per tirarsi fuori dalle sabbie mobili. Troppo poco. E se la difesa resta negli spogliatoi, tra il primo e secondo tempo, la frittata è fatta.

Un cinque e mezzo come voto di squadra, con sufficienze soltanto per Coletta, Collodel (sempre nel vivo del gioco e autore di un bel gol), Minala e Belloni (attacca, difende, canta e porta la croce).

Tempo per rimediare ce ne sarebbe, ma preoccupano e non poco le dichiarazioni di Bruno Russo a fine gara.

Conoscendolo personalmente e sapendo quanto si è speso per i colori rossoneri, da giocatore prima, da allenatore, da direttore sportivo, da dirigente poi (non ci dimentichiamo MAI che ha permesso per ben due volte di non sparire PER SEMPRE dal calcio che conta) credo che quel coro sia stato come una coltellata alle spalle data da chi non penseresti mai che proverebbe ad “ucciderti”. Conoscendo personalmente anche Daniele Deoma e sapendo quanto si è spento per i colori rossoneri, ma già abituato a critiche, credo che la reazione sia stata diversa, ma non per questo meno dolorosa.

L’amarezza è tanta, anche nel sottoscritto; passare dalle stelle alle stalle, nel calcio, è un attimo...nel calcio non c’è riconoscenza, si vocifera…..tutto il mondo è paese, si dice, ma se a Lucca siamo falliti tre volte in undici anni un motivo ci sarà.

Ci siamo fatti prendere per il culo da Fouzi e dai suoi collaboratori (Kutufà in primis), da Valentini (qualcuno andava a fare serate in Versilia con il figlio…), da Grassini (e qui abbiamo toccato il fondo come tifoseria), da Bacci (qualcuno sosteneva che, vista l’amicizia con Renzi, eravamo già in Champions…) da Moriconi e dai suoi collaboratori…..può bastare?

Ho appoggiato e appoggerò tutte le società che mi permetteranno di seguire, dai gradoni del Porta Elisa, la mia amata Pantera pur non essendo l’avvocato di nessuno, ma alcuni tifosi (tanti sono conoscenti e mi dispiace) hanno avuto, da sempre, un atteggiamento ostile verso questa compagine societaria, aspettando dietro l’angolo ogni mossa falsa per vomitargli addosso di tutto, di più, ovviamente attraverso chat o pagine social.

Forse, ma non ho la sfera magica, servirebbe un altro atteggiamento e magari andare a sfogare la rabbia contro chi, da tre anni, continua a rimandare la decisione sul nuovo Porta Elisa dal quale, questa società, ha sempre detto che passava il futuro del calcio a Lucca.

De gustibus non est disputandum.

Giulio Castagnoli

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