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RACING ROMA - LUCCHESE 0-0

Si chiude con una mediocre prestazione ed uno 0-0 che è la logica conseguenza, la trasferta in terra romana della Lucchese contro la modestissima Racing Roma, squadra formata da ragazzini con un’età media inferiore ai ventidue anni, compresa la panchina.

I padroni di casa si presentavano con uno score da brividi: penultimi in classifica, con dieci gare perse sulle tredici disputate e la seconda peggior difesa del torneo; i rossoneri però, hanno confezionato una prestazione al limite del sopportabile e, complice un campo da Promozione, non sono riusciti a creare niente di buono. La risultante è stata una gara davvero scarsa, da dilettanti.

E pensare che l’avvio era stato incoraggiante, visto che al secondo minuto di gioco Forte ha colpito un palo clamoroso, quanto involontario (il rinvio di un difensore ha sbattuto sul viso dell’attaccante, prima di colpire il montante…). Ma è stato un fuoco di paglia….. Il reparto avanzato, per la seconda domenica consecutiva, non è stato all’altezza; Terrani e De Feo involuti, Forte poco servito e comunque al di sotto del proprio standard. Pochissime le note di cronaca, tantissime se si contano le centinaia di errori, sia da una parte che dall’altra; un piangere. Nobile che ribatte un tiro di De Sousa (10’), Servelloni che devia un tiro di Maini (16’), Dermaku che alza sopra la traversa di testa (39’), Forte tira debolmente dal limite (54’) e due rischi per la difesa lucchese con Maini che spazza una mischia (60’) e Nobile che sbriglia una situazione complicata in area rossonera (65’). Tutto qui. Galderisi prova a giocare le carte Zecchinato, Martinez e Fanucchi, ma la sostanza cambia di poco (niente).

Poche le sufficienze in una gara da dimenticare in fretta (possibilmente), con un voto squadra che non raggiunge la sufficienza; soltanto Nobile, Bruccini, Merlonghi e Nolè meritano di non finire dietro la lavagna. Oggi è mancata soprattutto la cattiveria nell’arrivare alla conclusione, con il giovane Savelloni (‘95) che ha passato una giornata di totale relax; altri due punti persi nella corsa a posizioni di classifica migliori.

Certo, parlare di calcio quando non è chiaro nemmeno il futuro prossimo, diventa difficile; la situazione societaria non aiuta lo staff e soprattutto l’assenza di figure di riferimento (Bettucci desaparecidos?) rischiano di diventare un alibi, anche se i rossoneri ci hanno abituati a prestazioni altalenanti.

La settimana appena trascorsa ha lasciato strascichi, inutile negarlo e si parla più dei problemi emersi, che di calcio; al di la di alcune dichiarazioni e chiarimenti di circostanza, la situazione non è delle migliori e la penalizzazione causata dal non pagamento dei contributi, è soltanto una delle tante cose che cominciano a scricchiolare o che non funzionano proprio! Poi a Lucca, ma forse anche da altre parti, funziona così: fino a che regge il muro di omertà, tutto “bene”…..appena crolla quello, in tempo zero, si viene a sapere anche quello che non vorremmo sapere. Situazioni regresse, comprese.

Ovvio che la squadra ne risenta (lasciando perdere il problema docce, risolto abbastanza velocemente, ma che comunque la dice lunga sulla quotidianità di questa società) se non fosse altro, per le voci di mercato che iniziano a circolare.

Un vecchio amico, uno che sa di calcio, mi ha sempre detto queste semplici parole “...il calcio si fa con passione, con competenza e con i soldi, senza una di questa componenti si fanno soltanto danni…..” Ma mentre la passione puoi fingere di averla e la competenza puoi comprarla pagando qualcuno di essa dotato, i soldi o li hai o non li hai; si badi bene che averli e non spenderli, equivale a non averli...cambia la forma, non la sostanza. In questo momento sembrano esserci problemi per chi detiene la maggioranza della Società, non si sa quanto imprevedibili e/o voluti, ma tant’è…..

Quando si entra nel mondo pallonaro, da proprietari, è palese che in determinate circostanze, per motivi contingenti, si deve essere nelle condizioni economiche per far fronte a qualsiasi problema. Se si è in grado bene, altrimenti si rischia di giocare con il fuoco e soprattutto con la passione dei tifosi che, mai come quest’anno, hanno dimostrato di credere in un progetto che, forse, è solo un termine abusato.

Forse un bel bagno di umiltà, magari sotto forma di conferenza stampa, servirebbe per capire realmente la situazione; possibile che a nessun giornalista sia venuto in mente di approfondire quel “credo” detto dal Presidente, quando gli fu chiesto se erano stati pagati anche i contributi? Oppure quando fu detto che i contributi non erano stati pagati “volutamente”?

In assenza di chiarezza si può soltanto dedurre, provare a capire, ma soprattutto sperare….

Giulio Castagnoli

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