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PRATO - LUCCHESE 3-2

Una triste Lucchese cede il passo anche al modesto Prato di capitan Monaco e da seguito alla bruttissima serie negativa (tre pareggi e tre sconfitte, nelle ultime sei partite) che la porta lontana ben quattro punti dalla zona play off.

Inutile girarci intorno e cercare alibi (Forte e Terrani) o scusanti: il campionato della Lucchese è terminato ad Arezzo.

La pessima prova al “Lungobisenzio” di Prato fa il “tris” con le gare contro Pontedera e Lupa Roma. I rossoneri non ci sono più e una mezza ammissione è arrivata anche dalle parole dell’onestissimo Matteo Nolè a fine gara; senza rabbia, senza cattiveria, senza mordente e, ovviamente, senza gioco.

La partita è bruttissima e c’era poco da aspettarsi tra l’ultima in classifica (il Prato) e quella che, nelle ultime domeniche, ha avuto un passo da retrocessione (la Lucchese); il pochissimo pubblico presente ha avuto il suo bel da fare per scaldarsi, vista la tramontana che tirava.

La gara, nel silenzio dello stadio pratese, è un trotterellare per il campo da parte delle due contendenti; sembra una partita tra due squadre paghe, ma entrambe non hanno fatto niente: i lanieri devono salvarsi dalla retrocessione diretta, i rossoneri, almeno a parole, vorrebbero tentare di entrare nella griglia play off.

Da parte lucchese, al di là delle frasi di circostanza, sembra l’esatto contrario.

Alla prima occasione la Lucchese passa in vantaggio con De Feo, che tocca alle spalle di Melgrati (15’); al 35’ il pareggio di Moncini scappato, sul filo del fuorigioco, ad una difesa ancora una volta fattasi trovare impreparata su un lancio dalle retrovie (in stile Roma….).

Un fac-simile di occasione da parte pratese e un tiro di D’Auria da lontano, con parata di Melgrati, sono il prezzo del biglietto…….ma se nel primo tempo la Lucchese è stata bruttina (giocando in punta di piedi) la ripresa è stata anche peggio.

Nessuna azione degna di tal nome fino al minuto ventiquattro, quando i padroni di casa protestano, in maniera vibrante, per un presunto rigore non concesso.

Tavano, non un gigante, segna di testa tutto solo in mezzo all'area e porta in vantaggio i suoi (27’) e mentre i rossoneri danzano per il campo, Moncini porta a tre le reti dei padroni di casa con un altro colpo di testa. Fine della partita!

Il gol di Dermaku a tempo scaduto, serve solo per le statistiche……

Quella che era la seconda miglior difesa del campionato, è diventata un colabrodo…...la squadra che veleggiava tra il quinto-sesto posto, è undicesima a -4 dai play off…….questi sono dato oggettivi, non chiacchiere e il tutto concentrato in un mese e poco più.

Un cinque come voto di squadra, con sufficienza soltanto per l’inossidabile Mingazzini e per il rientrante Di Masi.

Questa alternanza di risultati, ma soprattutto di prestazioni derivanti in larga parte da approcci mollicci alle gare, sta disamorando la tifoseria e facendo venire più di un dubbio sia sulla qualità dei singoli, sia sul lavoro di mister Galderisi.

Tempo ce ne sarebbe ancora, ma certe visioni lasciano poco sperare…..facciamo questi 6-7 punti e poi tireremo le somme.

Giulio Castagnoli

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