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LUCCHESE - OLBIA 1-1

Una Lucchese piccola piccola, raccatta un punto al 94’ più per demerito dell’Olbia (che non chiude la contesa…) che per meriti propri.

Qualcosa si è rotto nel meccanismo rossonero, inutile nasconderlo; la condizione fisica non è al top e la squadra sembra aver smarrito il marchio di fabbrica del suo allenatore, vale a dire quella grinta e quella determinazione che hanno portato il team rossonero (penalizzazione causata dal fenomeno, a parte) nelle prime posizioni di classifica, giocando un bel calcio e diventando la sorpresa della stagione, almeno fino ad un mese fa.

La gara, bruttissima, viene giocata ad un ritmo equivalente ad una amichevole di inizio stagione; ospiti racchiusi e Lucchese senza idee, incapace di creare pericoli dalle parti del portiere sardo. Soltanto un mini sussulto, quando al 12’ Bortolussi scheggia il palo esterno calciando da posizione quasi impossibile.

La Lucchese è pachidermica; centrocampo lento e poco inspirato, attaccanti poco propensi ad attaccare la profondità e gli ospiti prendono coraggio.

Il gol di Ragatzu al 33’ è la logica conseguenza, con Falcone che guarda la palla sbattere sul palo e terminare in rete. Due minuti dopo è il colosso di colore Ceter a graziare la Lucchese, sbagliando clamorosamente il gol raddoppio solo davanti a Falcone.

I rossoneri sono intimoriti, lenti e non riesce praticamente niente a nessuno; inguardabili.

Si spera che mister Favarin strigli la squadra negli spogliatoi, ma se così è stato non ha dato gli effetti desiderati. La ripresa, infatti, non regala sussulti agli infreddoliti tifosi rossoneri e si va avanti con la stessa flemma dei primi quarantacinque minuti, senza che Bortolussi e soci diano il minimo segnale; anzi, sono ancora gli ospiti a tenere i rossoneri in partita, sbagliando almeno due-tre situazioni in superiorità numerica, abbastanza facili.

Mister Favarin prova a velocizzare la manovra inserendo Strechie e si affida ai lanci dalle retrovie inserendo tutto il potenziale offensivo, da Isufaj a Jovanovic; ora, paradossalmente, i rossoneri non buttano più il pallone alla ricerca di spizzate, ma tentano un poco probabile fraseggio sempre rintuzzato dagli attenti difensori sardi.

L’arbitro, un chiacchierone, concede cinque minuti di recupero vuoi per i numerosi cambi, vuoi per il tempo perso dal portiere ospite Marson (ammonito).

Quando ormai i primi tifosi stavano abbandonando lo stadio ed anche il più ottimista si era convinto della sconfitta, un sussulto dei rossoneri mette Favale nelle condizioni di colpire di testa un cross di De Feo, ma la palla finisce di pochissimo fuori. Sembra finita ma sull’ultimo pallone buttato la davanti, Jovanovic spizza di testa per De Feo, abile a destreggiarsi e a far partire un missile che colpisce la traversa e si spegne in fondo alla rete. Un bel gol con tutta la squadra che corre sotto la curva per festeggiare.

Ovviamente meglio un punto che niente, ma la prestazione lascia più di un dubbio. Più di un dubbio lasciano anche le dichiarazioni di Favarin; domenica scorsa ebbe parole di fuoco per i suoi, accusando anche direttamente qualche giocatore mentre oggi, di fronte ad una pessima prestazione, parla di “grande partita e di grande punto...”. Sicuramente meglio di chiunque altro, il mister sa quali sono i problemi di questa squadra e sa quali sono i tasti da toccare; per noi, dall’esterno, tutto sembra molto strano.

Un cinque e mezzo come voto di squadra, con molte insufficienze; un sei di stima a De Feo per il gol.

Questa squadra deve ritrovare velocemente il passo delle prime gare; l’Arzachena ha battuto un rilanciato Siena ed ora il penultimo posto è a quattro punti. Sarà determinante anche il calcio mercato; ci sono almeno cinque-sei elementi che non fanno al caso e le loro partenze dovranno essere bilanciate da almeno tre giocatori di sicuro affidamento.

La Pantera deve tornare a graffiare, sperando anche che ci venga restituito qualche punto; la sciagurata estate del fasullo e dei servi sciocchi, sta facendo danni anche a livello morale.

Forza Pantera!!!

Giulio Castagnoli

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