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LUCCHESE - PRO VERCELLI 1-1

Nella gara serale al Porta Elisa, contro una delle corazzate del torneo (sicuramente una delle migliori squadre viste in questa stagione) esce un pari, l’ennesimo in rimonta.

Questa volta, però, è un risultato che va interpretato guardando i diversi segnali positivi. Innanzitutto la forza della Pro Vercelli con il proprio ruolino di marcia, in trasferta, da far venire i brividi con cinque vittorie su sei gare disputate. Il gol subito dopo nemmeno un minuto avrebbe steso un toro, figuriamoci la giovane Lucchese che, invece, ha reagito senza frenesia ed ha riacciuffato il pareggio dopo venticinque minuti. Il periodo e la classifica mettono inevitabilmente un po' d’ansia nella truppa che, nella seconda frazione, è stata brava a non subire troppo nonostante il frastornante palleggio dei piemontesi ed anzi, ha avuto la palla del gol vittoria con De Feo (bravo l’ex Nobile). Ultimo e non per ordine di importanza, l’aver recuperato un punto sulla penultima posizione.

Quindi tutto bene? No.

La Lucchese sparagnina di inizio stagione, quella che senza penalizzazione era stata giustamente considerata la sorpresa del torneo, molto probabilmente, avrebbe fatto sua l’intera posta. Atleticamente, i rossoneri, hanno subito le folate della Pro, soprattutto nei venti-venticinque minuti all’inizio del secondo tempo; il gioco di Favarin è molto dispendioso e la rosa avrebbe bisogno di qualche cambio all’altezza, per far rifiatare quegli elementi che ad oggi hanno tirato il carro. Le gare dei rossoneri, ultimamente, iniziano quasi sempre ad handicap; Bortolussi e compagni, contro Olbia, Novara e Pro Vercelli, hanno dovuto sempre inseguire e la porta di Falcone è rimasta intonsa soltanto in tre gare (ad Alessandria, a Piacenza e al Porta Elisa contro l’Arzachena). Servirà un approccio diverso domenica prossima, nella trasferta di Piacenza (altra big del torneo) dove, dati alla mano, la Lucchese è ancora imbattuta.

Un sei come voto di squadra, con Bortolussi Mauri e Gabbia (forse colpevole sul gol ospite, ma poi un baluardo insostituibile) che meritano qualcosa in più.

Intanto in società tutto tace. Arnaldo Moriconi, che era solito interloquire con diversi tifosi, si è chiuso in uno strano silenzio; il valzer delle quote di Città Digitali, finite in mano ad una signora rumena, hanno fatto drizzare le antenne ai tifosi e non solo a loro…….

Con tutto il rispetto per la signora Moldovan, crediamo che l’operazione suddetta nasconda qualcosa e siccome si parla di Lucchese, cioè di un bene affettivo della città e non di Città Digitali, sarebbe bene che anche i media locali ponessero una certa attenzione a certi movimenti.

Non si capisce cosa voglia fare l’attuale proprietà che, dopo aver proposto Pietro Belardelli, dopo aver “venduto” a Lorenzo Grassini (incolpando i tifosi della vendita) con tutti i casini postumi, dopo aver trattato e promesso la Lucchese ad almeno un paio di cordate, cede (tra virgolette…) quote della proprietà ad altrettanto strani personaggi, togliendole a chi si è dimostrato sicuramente tifoso, come Giuseppe Bini.

I conti si fanno alla fine e la lista è lunghissima, infinita.

Giulio Castagnoli

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