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AREZZO - LUCCHESE 0-1

Una Lucchese tutta sostanza scaccia le paure e le insicurezze del dopo Livorno e si regala una vittoria che rilancia classifica e morale.

La gara si presentava con mille insidie, derivanti appunto dal mini ciclo negativo (un punto in due gare), dal non avere diversi uomini al top della forma, dal valore dell’avversario (De Feudis, Moscardelli, Cutolo, Cellini…scusate se è poco) e dal cambio di allenatore in casa amaranto. Le squadre, infatti, si presentano inizialmente contratte; molti sbagli da una parte e dall’altra e pochissime occasione da rete. Una capita sui piedi di Bortolussi ed è bravo Borra, l’altra sui piedi di Cutolo e sulla testa di Moscardelli (sul proseguo della stessa azione) ma si esalta il bravo Albertoni.

Primo tempo giustamente a reti bianche.

Stesso copione nella ripresa, con i padroni di casa che sembrano più determinati senza, tuttavia, rendersi troppo pericolosi.

Nel momento topico del match (considerato dagli intenditori, verso la metà del tempo) la Lucchese colpisce; punizione pennellata di Arrigoni per Del Sante (bravo a liberarsi dalla stretta marcatura) con la punta rossonera che si inventa una parabola di interno piede e mette nell’angolo lontano (21’). Un bel gol che da nuova linfa alla compagine di mister Lopez.

Quando il mediocre Ferrario (23’) entra a “kamikaze” sulla gamba di Bortolussi (rischiando veramente di spezzarla!) e il bravo arbitro Amabile di Vicenza (autentico porta fortuna in casa rossonera, vedi Correggio…….) sventola il cartellino rosso al giocatore di casa, si capisce che è quasi fatta.

L’Arezzo (apparso in grande difficoltà) sbanda e una Lucchese più cinica potrebbe congelare la contesa. Un paio di mischioni in area e un eterno Moscardelli con alcune giocate di alta scuola, tengono in vita gli uomini di Pavanel; i rossoneri si difendono con ordine e provano a tener palla.

Entra Mingazzini, con lo scopo di fraseggiare palla a terra e far girare a vuoto gli aretini. De Vena avrebbe l’occasione di accendere le docce anzitempo ma, anticipato il portiere in uscita, calcia a lato.

Nervosismo nei minuti finali, in campo e sulle due panchine. Il bravo Amabile di Vicenza (perché arbitra ancora in serie C?) fischia la fine ed è festa meritata in casa rossonera!! Una vittoria importantissima che rilancia i rossoneri.

Un sei e mezzo come voto di squadra, con Albertoni, Arrigoni, Capuano, Baroni e Del Sante gli interpreti migliori. Il campionato è molto equilibrato ed una Lucchese serena potrebbe regalare molte soddisfazioni.

La serenità deriverà, anche e soprattutto, dalle decisioni che la società prenderà. Vendere? Non vendere? Rilanciare? Sicuramente non convincono i vari personaggi che si sono affacciati fino ad oggi; Belardelli, “i romani”, “i toscani”, Deoma & C……..nessuno convince, chi per un passato burrascoso, chi per un presente anonimo, chi per mancanza di chiarezza, chi per programmi sportivi ridicoli molto più adatti al Borgorosso, ma non ad una piazza potenzialmente importante come Lucca.

Nessuno convince e la piazza non vuole nessuno di questi. Senza considerare (e questo è veramente triste…) che ormai si è creata una spaccatura dentro Lucchese Partecipazioni tale, che le due “fazioni” cercano di screditarsi a vicenda, andando a spulciare vizi (tanti) e virtù (poche) dei personaggi interessati passando, ovviamente, dal cercare di convincere amici, tifosi, conoscenti, della bontà della soluzione che in quel momento stanno caldeggiando.

E allora?

L’impressione personale è che, alla fine, chi detiene la “maggioranza” acquisita (forse acquistata sarebbe il termine più giusto….) decida di tenersi la Lucchese, magari rilanciando. Il soggetto avrebbe tutte le carte in regola (soprattutto a livello economico) per poterlo fare e fino ad oggi è soltanto grazie a lui se la Lucchese è in regola con stipendi, contributi, utenze…..

Vediamo come andrà a finire; sicuramente, purtroppo (e sottolineo purtroppo….) un po’ tutti ne usciremo con le ossa non rotte, ma doloranti; chi, come il sottoscritto, perché auspicava una componente lucchese allargata (ma questa pista è stata colpevolmente snobbata….), chi perché voleva Tizio che gli prometteva tanti soldi e subito, chi perché voleva Caio che gli proponeva chissà cosa, chi Sempronio che gli avrebbe permesso di fare chissà cosa, ecc. ecc. ecc.

Con un dubbio: ma siamo sicuri di lavorare, solo ed esclusivamente, per il bene della Lucchese?

Giulio Castagnoli

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