LUCCHESE - LECCO 1-0

Clamorosamente ancora vivi!

Nel giorno che doveva sancire il “de profundis” sportivo per la Pantera, essa si rivela tale e “azzanna” una minima speranza di agganciare, in extremis, il treno dei play out.

Al cospetto di un Lecco rimaneggiato, ma assolutamente battagliero (un espulso in campo, un espulso a gara terminata e mister D’Agostino imbestialito per tutti i novantacinque minuti di gioco) la Lucchese fa quello che in questo momento può fare, cose semplici e niente di eccezionale. Lulù Di Stefano opta per un classico 4-4-2 (modulo che copre il campo meglio di tutti) mettendo gli uomini a disposizione nel proprio ruolo e già questa è una novità assoluta; la mossa che darà sostanza alla squadra e che farà vincere la partita è l’aver dato fiducia a capitan Cruciani. L’esperto centrocampista rossonero, sfortunato prima e frettolosamente accantonato dopo, ha dato geometrie (mai avute con le precedenti gestioni) alla squadra, dettando i tempi di una manovra che, per la prima volta in questa stagione, ha previsto una fitta rete di passaggi in mezzo al campo dove, la Lucchese di Monaco prima e quella di Lopez dopo, sistematicamente perdeva tutti i palloni.

Il calcio non l’ha certo inventato il buon Lulù, sia chiaro, bastava un po' di buon senso e considerare tutti i giocatori a disposizione e non soltanto una parte di essi…..

La gara è stata maschia e chi si aspettava un Lecco demotivato e/o fiaccato dalle assenze, si è dovuto ricredere in fretta e furia; Iocolano da solo è mezza squadra e tutti i compagni si affidano alla sua inventiva e alla sua classe. Lui da una parte e Bianchi dall’altra, pur con età diverse, non hanno niente a che fare con questa categoria.

Entrare palla al piede nelle rispettive aree è difficoltoso e allora Panati Bianchi e Cruciani da una parte, Nannini, Iocolano e Dentello Azzi dall’altra, ci provano con percussioni centrali e tiri da fuori area che passano poco distanti dai legni delle porte avversarie. La prima frazione si chiude sullo 0-0 che non serve ai rossoneri.

Ad inizio ripresa Celiak si becca il secondo cartellino giallo e lascia i suoi in dieci; bene Pozzer su Iocolano al 16’ e al 20’ Di Stafano cambia volto alla Lucchese inserendo Petrovic e Lo Curto al posto di Panati e Maestrelli, passando ad un più offensivo e logico 4-3-3, dovendo provare a vincere.

Ci provano Meucci e Cruciani da fuori e con il passare dei minuti la frenesia fa sbagliare anche le cose più semplici, ma al 31’ Marcheggiani si infila bene in verticale e viene steso da Borsellini: rigore e cartellino giallo per il giovane portiere ospite.

La palla, improvvisamente, non è più una sfera di cuoio dal peso massimo di 420 grammi, ma una sfera di acciaio dal peso minimo di una tonnellata; Cruciani si prende la responsabilità e manda la sfera al sette, per il vantaggio rossonero.

Di Stefano non dorme e ridisegna la Lucchese: fuori Marcheggiani, dentro De Vito. La gara è incanalata e gli ospiti, in inferiorità numerica, perdono quella lucidità necessaria per recuperare il risultato. Anzi è ancora la Lucchese con Petrovic, in pieno recupero, che colpisce un palo clamoroso a portiere battuto. La gara termina e gli ospiti, a dimostrazione che non hanno regalato niente (anzi…), se la prendono un po' con tutti, ma in particolare con l’arbitro che espelle un altro giocatore, il quale a sua volta deve essere fermato da alcuni uomini dello staff lecchese.

Morale della favola? La Lucchese doveva vincere e ha vinto, lottando, soffrendo, certificando (se ce ne fosse ancora bisogno…) il fallimento sportivo di Lopez. Di Stefano non è diventato Jurgen Klopp in una settimana; ha fatto cose semplici, usando la testa, modificando la squadra per il raggiungimento del risultato. La Lucchese ha fatto più gioco a centrocampo oggi, che sommando tutte le altre gare della stagione, aumentando il rammarico per non aver fatto il cambio di allenatore quando i margini erano maggiori.

Un sei e mezzo come voto di squadra, con Cruciani, anima e cuore di questa Lucchese, insieme al compagno di reparto Meucci, il migliore dei suoi; buoni voti per Pozzer (sempre pronto), per tutta la difesa e per Marcheggiani (espulsione e rigore procurati).

Ancora una settimana di “passione”. Renate-Lucchese, Giana Erminio-Pistoiese e Livorno-Pro Sesto da questo trittico di gare uscirà il responso.

Calcoli alla mano, su nove combinazioni e se la Lucchese dovesse vincere, soltanto in due casi i rossoneri non giocherebbero i play out e retrocederebbero direttamente.

La speranza è ancora flebile, ma sperare non costa niente.

Giulio Castagnoli

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